Vi capita mai di perdere la bussola? credevate di avere tutto sotto controllo, di avere una direzione e invece, all’improvviso, l’orizzonte si fa lontano, i pensieri di annebbiano, si contorcono, si disperdono in mille parole spezzate e vi ritrovate sedute nella deriva a chiedervi, non come ci siete arrivate, ma dove dovete andare.

Ricostruirsi
Ricostruire un percorso, lasciar andare ciò che è stato, che comunque è li, radicato in ogni fibra del vostro corpo, vi urla chi siete, ma allo stesso tempo, anche chi non siete più e vi ritrovate a dover scavare tra tutto ciò che eravate e che ora vi appartiene, come un racconto appena concluso, con le pagine sgualcite di chi ha rimandato troppo, prima di arrivare alla conclusione, perché alla fine è proprio quello ciò che si teme, arrivare alla conclusione, fermarsi, senza avere l’unica risposta, all’unica domanda che tutti allontaniamo, ma che prima o poi arriva, inarrestabile e violenta: io chi sono?
Io chi sono?
E così, è proprio dal quel “io chi sono” che bisogna ripartire e lanciarsi, anche se il lancio è nel vuoto di quel destino sconosciuto, che ci fa rabbrividire, ma ci paralizza, ma è solo in quel vuoto, che forse, si può ritrovare l’indicazione “del tutto è possibile”, ricadendo in quelle fibre meravigliose della nostra essenza, che ritroviamo nella nostra presenza.

La scoperta
Io chi sono ancora non lo so o forse lo so, ma ancora faccio fatica a guardarlo, ma so chi pensavo di essere e chi ho scoperto di non essere. Ho scoperto di avere paura, ma ho scoperto anche di avere il coraggio, il coraggio di buttarmi con le gambe tremanti e il cuore in frantumi, nella profondità dell’ignoto, per scoprire chi sono.
La ripartenza
Io non so ancora chi sono o forse lo so, ma ho scoperto che posso essere e questo per ora mi basta, ho scoperto che posso ricominciare da me, come la trama di un film mai scritto e mai nato, perchè forse è così che si ricomincia, parola per parola, frase dopo frase.
E tu hai scoperto chi sei?
